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• TESSERAMENTO 2008
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CONGRESSO

Gallarate – Forza Italia riparte da Massimo Bossi e punta ad esportare il "modello Gallarate". Congresso cittadino unitario, come nelle previsioni della vigilia, quello che si è celebrato domenica mattina alle Scuderie Martignoni.
Il coordinatore uscente Massimo Bossi incassa la riconferma e si prepara al rilancio dell’azione politica, nel segno del rinnovamento di una sezione cittadina che vuole rivendicare appieno i propri meriti e i propri risultati.
Con una richiesta ben precisa per il futuro, più o meno prossimo: «Vogliamo un rappresentante del Sud della provincia in Parlamento nella prossima legislatura», dice Bossi nella sua relazione.
Il presidente dell’assemblea, il senatore Enrico Pianetta, responsabile nazionale dei Seniores, segna sul suo taccuino: è un consigliere molto ascoltato dall’ex premier Silvio Berlusconi, riferirà.
Intanto Gallarate non si sottrae a quella voglia di facce nuove su cui il leader e il suo scudiero Sandro Bondi stanno imprimendo grande impulso.
Se il coordinatore non poteva che essere riconfermato sull’onda dei risultati trionfali delle amministrative 2006 che hanno portato Forza Italia oltre al 40% in città, una ventata di aria nuova, soprattutto giovane, è invece quella che ha ridisegnato la segreteria cittadina del partito, della quale faranno parte il vicecoordinatore Daniela Fiorentini (attualmente vicepresidente del "parlamentino" di Crenna-Moriggia-Ronchi), e poi Moreno Carù, Alessandro Petrone, Giorgio Morosi, Germano Dall’Igna, Marco Masci e Stefania Tessera.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma sullo sfondo di un partito che non si vergogna di autocelebrare i propri successi («l’operatività paga» la lettura di AldoSimeoni, assessore ai Lavori pubblici e alla viabilità, il più visibile degli esponenti forzisti in città) ma nemmeno pensa di sottrarsi alle sfide del domani («il segretario Massimo Bossi ha il compito di guardare al futuro – il monito del sindaco Nicola Mucci – portando a termine il programma elettorale, ma anche garantendo una successione alla scadenza del mio secondo e ultimo mandato»), resta il nodo irrisolto dei rapporti sempre più conflittuali con la Lega Nord, che a Gallarate è diventato il più attivo e ostico soggetto politico di opposizione alla Giunta di centrodestra.
In sala Martignoni si è presentato il segretario cittadino del Carroccio Luciano Mazzone, che ha usato toni concilianti nonostante poche ore prima i Giovani Padani avevano pesantemente preso di mira la Giunta Mucci sulla questione nomadi.
E Nino Caianiello, uomo forte del partito azzurro a Gallarate, non ha rinunciato a professare «apertura» verso gli ex alleati e ad invitare a «mettersi attorno ad un tavolo, senza paletti».
Più "tranchant" gli altri interventi, segno di un «disagio» evidente nei confronti di una Lega che non perde occasione per menare fendenti agli ex alleati.
Dal sindaco Nicola Mucci, che chiede «rispetto» ed «equilibrio» da parte degli alleati, promettendo che «non basteranno più le cene del lunedì sera ad Arcore» per ripianare i dissidi, all’assessore regionale Massimo Buscemi, che dice no ai «colpi bassi» sostenendo che «ad un certo punto bisognerà reagire», all’altro membro della Giunta del Pirellone, Raffaele Cattaneo, che non usa mezze misure: «Non possiamo essere alleato fedele per tutte le stagioni – le parole dell’assessore Cattaneo – l’alleanza non è indissolubile, siamo alleati solo di una Lega che sceglie la testa e non la pancia, noi non possiamo rinunciare alle nostre caratteristiche, razionalità, buon senso e capacità di dare risposte concrete ai cittadini»


 
 
 
 
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