INTERVISTA
AL PRESIDENTE DEL "CAMELOT" CARLO
BONICALZI:
1. Presidente, Camelot un cantiere ancora aperto, a che punto
siamo con i lavori? L’Amministrazione Comunale e l’Azienda operano incessantemente
per portare a completamento la riqualificazione del rustico.
In vero, il rustico era già destinato ad ospitare gli
anziani.
Il risultato finale più significativo per i cittadini
del quartiere sarà la riqualificazione dell’area,
che potrà vantare al suo interno una struttura all’avanguardia
nell’assistenza socio - sanitaria.
2. Qual è il punto di forza della struttura che
governa?
Fin dall’inizio il Camelot ha privilegiato il presupposto
fondante la sua stessa esistenza, la qualità.
Qualità alberghiera e pulizia impeccabile oggi sono prestigio
codificato dall’ottenimento della certificazione UNI EN
ISO 9001.
Degno di nota per altro è l’omnicomprensività delle
spese.
La disponibilità sin dall’apertura ad accogliere
ed assistere anche persone in gravissime condizioni.
3. Sia più chiaro…
I nostri pazienti pagano una tariffa che comprende ogni spesa,
utilità e servizio, all’insegna della chiarezza
e della praticità. Come si può facilmente evincere
dalla ricca Carta dei Servizi in distribuzione presso la reception
della R.S.A.
4. Torniamo a noi Presidente, si dichiara soddisfatto?
Decisamente soddisfatto.
Camelot vanta servizi di eccellenza che hanno acquisito un respiro
più ampio rispetto all’incidenza localistica e la
proiettano su tutto il territorio nazionale come un punto di
riferimento nella assistenza qualificata.
Pensi al reparto per degenti in stato vegetativo (coma) stabilizzato
e molto spesso addirittura non stabilizzato che possono richiedere
una assistenza sanitaria tipica di una sub-intensiva ospedaliera.
Questi pazienti una volta superata la fase acuta non trovano
più assistenza all’interno delle strutture del sistema
sanitario nazionale dalle quali vengono dimesse senza che per
altro per gli stessi potesse essere reperibile una adeguata struttura
di assistenza. Il risultato di tutto ciò era: 1) affidare alle famiglie un compito che comporta un carico di
assistenza gravosissimo, con un peso così insostenibile
per i familiari da destabilizzarne l’esistenza a causa
delle comprensibili e facilmente immaginabili difficoltà nell’assistere
pazienti così complicati e bisognosi di cure specialistiche; 2) negare a tali pazienti ancora una possibilità potenziale
di recupero funzionale; 3) ovvero entrare in comuni case di riposo in cui rischiano e
quasi sempre patiscono una cronicizzazione della loro situazione
quando non si verifichi il caso di una premorienza evitabile.
Tutto questo per dire come Camelot garantisce un’assitenza
specializzata, una cura finalizzata al paziente, cui garantisce
la profusione di ogni competenza per il suo progresso e se possibile
per il suo risveglio dal coma, avvalendosi di personale altamente
specializzato, aggiornato e riqualificato dalla stessa struttura.
Di strutture con queste caratteristiche in Italia ve ne sono
assai poche e l’esperienza di Camelot costituisce certamente
una esperienza d’avanguardia come ben testimoniano le richieste
di incontro e confronto da parte di numerose altre strutture
non solo regionali.
5. Presidente, parliamo del futuro di Camelot, quali prospettive
aziendali?
Nel 2005 apriranno due servizi.
L’Hospice per il quale abbiamo ricevuto finanziamenti dalla
Regione Lombardia.
Si tratta di un servizio rivolto a malati terminali che verranno
assistiti o residenzialmente o ambulatorialmente e potranno usufruire
dei servizi specifici per il loro particolari condizioni.
Verranno loro erogate cure palliative e terapia del dolore.
Questo servizio sarà prerogativa ed esclusiva del Camelot
nel territorio della Provincia di Varese.
L’altra più significativa realizzazione sarà l’attivazione
del servizio di comunità – alloggio per i minori,
previsto dai piani di zona dei servizi sociali.
La migliore concreta risposta alle sollecitazioni del Tribunale
dei Minori.